
Piove ora. E quando piove, non so come mai, non riesco a non pensare che il tempo sta passando. Forse è perchè la pioggia che cade mi fa pensare sempre alle innumerevoli volte che mi sono trovato sotto di essa. Sotto la pioggia esterniamo quello che siamo: c’è chi ride insieme ad una persona amica dopo una corsa a perdifiato sotto un acquazzone estivo, c’è chi cammina in silenzio, assorto nei suoi pensieri, con le mani in tasca e lo sguardo fisso in un punto imprecisato, sotto una fine pioggia primaverile, c’è chi bestemmia in mezzo al traffico e c’è chi la pioggia la guarda con stupore da dietro il finestrino chiuso della carrozza di un treno, aspettando chissà cosa o chissà chi. Non so se riuscirei a enumerare tutti gli stati d’animo che ho vissuto sotto la pioggia. Ogni volta che mi ci ritrovo sotto mi sembra di tornare agli stessi momenti vissuti in passato e mi rendo conto che sono cambiato: non riesco più a provare le stesse piccole e semplici emozioni che avevo provato in quei momenti e mi prende un senso di nostalgia. Ma la pioggia ha disperso quello che sono stato? Ho sempre fatto tutto quello che avrei potuto o dovuto fare?


