
Chi si ricorda di questo signore qua? Io l’ho conosciuto che avevo 4 anni e a distanza di tutti questi anni gli sono sempre grato per tutto il tempo che ha trascorso insieme a me. Era il mio eroe e quando si discuteva su chi fosse il più forte tra lui, Gundam, Mazinga e Jeeg io non avevo dubbi: per me era il più forte di tutti, anche di quelli che dovevano ancora inventare (e con questa frase spiazzavo tutti i miei amici!). E già… perchè i bambini negli anni 80 parlavano di questo. E finiti i cartoni, andavano in giro in bicicletta in gruppo e, prima dell’avvento della mountain bike, il capo era sempre quello con la bici da cross (rigorosamente rosso fuoco, con le parti in metallo nero ed i dettagli in plastica gialla). Gli altri al massimo avevano la bmx. Chi impennava era un figo (chi aveva la bici da cross era avvantaggiato). E se uno pensava di aver fatto la sgommata più lunga, si fermava e con un coccio di mattone rosso (ce n’erano dappertutto e solo oggi mi chiedo come mai) scriveva il suo nome accanto alla scia nera lasciata sull’asfalto. Uno del gruppo aveva sempre il pallone sotto il braccio che, finito il giro delle case degli amici per le convocazioni (ma quali sms… si suonava il campanello), serviva per dare inizio ad una partita di calcio da 90 min. per tempo, rigorosamente sulla strada, usando le macchine parcheggiate per delimitare le porte. E a casa non si tornava senza il ginocchio sbucciato. Le alternative erano poche: una guerra d’acqua a gavettoni (chi aveva i mezzi, possedeva una pistola ad acqua ed era un po’ il terrore di tutti), incartarsi un po’ immedesimandosi nei propri eroi o rompere le scatole alle bambine che saltavano la corda in oratorio.
Se penso a quanto sono cambiate le cose oggi… nella mensa scolastica la suora ci tagliava la bistecca con le forbici direttamente nel piatto e se uno non la voleva mangiare stava senza. Oggi il cibo è servito in modalità self service (guai a toccare il piatto di un bambino!) da donne laureate in infermieria, munite di guanti di lattice, mascherina e tesserino attestante l’abilitazione in bella vista. E se uno non vuole quello, è intollerante all’altro, è a dieta o chissà cosa devono esserci almeno 25 alternative . E con tutto ciò, negli anni 80 i vermi nella pasta non li aveva mai trovati nessuno e la meningite non sapevamo neanche cosa fosse.
Se Ufo Robot non fosse il gran signore quale è, verrebbe a prendere a calci in faccia questa nostra delirante società.



Masticavo le gomme di Atlas Ufo Robot (con, in omaggio, i trasferelli di Venusia per lei, di Actarus e Alcor per lui) giocando all’elastico nella piazza principale del mio quartiere.
Io ho molta nostalgia di questo bellissimo robottone. Una serie che mi suscita sempre emozioni. Tanto che dedico spesso a Goldrake degli sfondi nel mio blog. Se vuoi vederli vai a http://inostriricordianimati.blogspot.com/. Se lo rifacessero oggi in Tv comprerei i giocattoli per recuperare quanto perso durante l’infanzia però non credo si possa ripetere il successo di una volta.
Ciao da Flid